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lunedì, agosto 07, 2017

“LA MALA EDUCACIÓN”. QUANDO LA SARDEGNA DIVENTA PREDA DEI TURISTI MALEDUCATI. L’ORGOGLIOSA REAZIONE DI UN VERO SARDO: UN ULISSE DI NOME E DI FATTO.



Oristano 7 Agosto 2017
Cari amici,
Prendo in prestito il titolo di un film di Pedro Almodóvar, “LA MALA EDUCACIÓN”, per esprimere il mio sdegno nel raccontarvi un incredibile e increscioso fatto successo quest’estate in Sardegna, in una stupenda località marina, Porto Pineto, in comune di S. Anna Arresi nell’Iglesiente. La scena ha come protagonista una turista che, nella bella spiaggia della zona di Porto Pino, seduta tra una bella schiera di bagnanti, si appresta a prepararsi, sotto il sole, un’insalata di riso. Insieme ai pomodori, la lattuga e il mais ha una bella scatoletta di tonno. Preparati gli ingredienti si alza e, facendosi largo tra ombrelloni e lettini, con grande disinvoltura dopo aver aperto la scatoletta versa l’olio del tonno in mare, senza minimamente preoccuparsi del fatto che dei bambini stanno nuotando lì accanto.
Non paga del vile e irresponsabile gesto che sporcava il mare cristallino dove si affaccia una delle spiagge più belle della Sardegna, fa un buco nella sabbia e vi sotterra la scatoletta dopo aver recuperato il contenuto per l’insalata. La scena, però, non passa inosservata. Un signore anziano, un bagnante sardo che prende il sole in spiaggia con la paglietta in testa per mitigare la calura, non riesce a trattenersi: si alza e livido di rabbia si scaglia con parole pesanti contro la maleducata turista.
«In Sardegna non ne vogliamo di gente come voi», urla con quanto fiato ha in gola. «"Cosa sta insegnando ai suoi figli? Se ne torni a casa sua!». Poi continua: «La spazzatura sotto la sabbia, brava, tanto poi arriviamo noi sardi, che siamo stupidi. La spiaggia è di tutti, e lei deve avere rispetto di tutti». La donna, però, non sembra accettare di buon grado questa «lezione di civiltà». In spiaggia insieme ai figli, seccata, si rivolge all’uomo con un forte accento del Nord Italia cercando, con le parole sbagliate, di difendersi, ma, in questo modo non fa altro che peggiorare la situazione: «Cosa devo fare, portarmi l’immondizia a casa?».
La diatriba tra i due non accenna a calmarsi: dura abbastanza a lungo e coinvolge come spettatori molti bagnanti. Tra questi assiste alla scena la fotografa Milena Porcu che gira un video che, postato poi sulla sua bacheca Facebook, ha collezionato migliaia di condivisioni e di “like”. Dopo l’accesa discussione tutti i bagnanti presenti applaudono all’intervento dell’uomo, che ha cercato, da sardo orgoglioso, di dire a voce alta a tutti che la Sardegna non è la Cenerentola di nessuno e che merita, da parte di tutti, il massimo rispetto.
Amici miei, un sincero plauso a questo sardo coraggioso, che di nome fa Ulisse Piddiu. Lui, Ulisse di nome e di fatto, è un pensionato sardo di 68 anni, diventato un eroe di questa torrida estate; un sardo orgoglioso che non vuole arrendersi alla maleducazione e al menefreghismo imperante. Un eroe sui generis che con la sola forza del ragionamento e del richiamo al rispetto dell’ambiente è riuscito a “vendicare” una spiaggia e un’intera isola come la Sardegna, da sempre maltrattata e vilipesa.
Eppure, come la storia insegna, avere il coraggio di farsi avanti, di difendere con forza ciò che amiamo, non sempre viene ripagato con la giusta moneta. Dopo l’improvvisa notorietà, Ulisse, intervistato da molti Media, fatica a ritrovare la serenità: andare contro corrente, è stato sempre faticoso e anche la sua forte reazione ha trovato tanti “freni inibitori”, anche in famiglia. Si, proprio così: come dice bene il proverbio “Nemo profeta in patria”, anche per Ulisse è valsa la stessa regola; anche in casa, i parenti più stretti, anziché applaudire il suo coraggio e l’alto senso civico, gli hanno messo il muso.
In una delle interviste rilasciate ha cercato di chiarire il perché della dissonanza tra il suo agire e la presa di posizione della sua famiglia. “Quel giorno in spiaggia ero con mia moglie. Lei, di fronte alla scenata che ho fatto alla turista del nord Italia, è rimasta impietrita. Il viaggio in macchina di ritorno verso casa lo abbiamo fatto nel silenzio più assoluto, se non fosse stata per la musica dei Tazenda. E anche la sera a cena non mi ha rivolto una parola. Il fatto è che si sentiva umiliata e coinvolta perché ho reagito in quel modo”.
Cari amici, io invece plaudo e ringrazio di vero cuore Ulisse, vero sardo indomito, che ama la sua terra in modo totale. La Sardegna ha certo bisogno di turismo: ne ha tutte le caratteristiche e può soddisfare le esigenze e i palati più difficili, ma va rispettata in tutto e per tutto. Certo non ha bisogno dei turisti irrispettosi, quelli che versano l’olio del tonno in mare o sotterrano la scatoletta o la sigaretta sotto la sabbia; non sono questi turisti quelli che faranno marciare la sua economia. Quello di cui parliamo oggi è il turismo di rapina, fatto di mille risvolti simili a quello della scatoletta, turismo che non deve trovare accoglienza, che deve essere condannato senza se e senza ma!
È tempo che la Sardegna esca dalla secolare sudditanza, da quella serie B dove è stata cacciata! È tempo che dai muri dei nostri centri, piccoli o grandi che siamo, scompaia finalmente quanto è apparso scritto per anni: “Sardegna uguale colonia”.
A domani.
Mario

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